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Mese: marzo, 2012

E’ una vita che ti aspetto Recensione del libro di Fabio Volo

E’ uno dei libri più divertenti che abbia mai letto.

Fabio Volo sa essere umorista, spiritoso, gentile, romantico e fantasioso al tempo stesso. Inoltre, devo ammettere di “ritrovarmi” in tanti suoi pensieri ed atteggiamenti.

“E’ una vita che ti aspetto” sembra autobiografico. Parla in una maniera talmente spontanea, che se non avesse vissuto quello che racconta, allora bisogna dire che è anche un grande affabulatore.

Mi sono ritrovata a ridere da sola (o con le mie amiche) e a leggere a loro, ad alta voce, brani veramente spassosi.

Sono soprattutto pensieri e situazioni che ti sono capitati, ma che non avresti mai saputo mettere su carta.

E’ bravissimo!!! Mi piace tanto. E’ il suo primo libro che leggo e non sarà l’ultimo.

Il protagonista principale è Francesco (Checco) che si ritrova con un sacco di complessi (depressione, ipocondria, torpore esistenziale).

Forse perché li ho vissuti tutti, mi sono sentita veramente partecipe dei suoi problemi ed anche dei suoi tentativi di superarli.

Con cosa? Un po’ di autoironia, un po’ di amore per sé stessi, che ti aiuta poi ad amare anche gli altri e a saperti far amare.

Il finale, infatti, è completamente positivo.

Tutto, comunque, viene fatto in maniera elegante, dolce, affettuosa, non invadente, ma, soprattutto, ridendo a crepapelle.

Sono situazioni quotidiane, ma lui sa renderle uniche, con la sua ironia coinvolgente. Mi è piaciuto tanto e lo consiglio a tutti; è anche un “manuale” per farsi amare.

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LA LUNGA ATTESA DELL’ ANGELO

     libro di Melania G. Mazzucco

 Nessun libro mi ha coinvolto e sconvolto più di questo.  Soprattutto le ultime trenta pagine, le più faticose, nelle quali muoiono Marietta e Tintoretto, due esseri che si sono amati per tutta la vita e che non si sono mai lasciati, neanche quando si sono allontanati l’uno dall’altra per brevi periodi di tempo.

Melania Mazzucco ha un grande potere: dipingere, come nessun altro, con le parole.

L’allontanarsi da Venezia per trascorrere del tempo a Mantova, insieme, Tintoretto e Marietta, soli, rende le pagine più pesanti e più difficili da leggere.

Chissà, forse è per questo che non mi decidevo mai a finire il libro. Ho impiegato tanto tempo, rispetto al solito, ma mi rendevo conto che era una storia che si portava via con sé una piccola parte di me.

Ho amato Tintoretto. Ho amato Marietta.  Li ho amati entrambi.

Ed ho amato Venezia, con quel suo fluire di vita e di morte; di bellezza e di corruzione; di leggerezza e di pesantezza, tipiche di una città che sta per morire “da sempre”, ma che in fondo, è sempre viva.

Tintoretto è uno dei pittori che conoscevo di meno, mala Mazzuccoce lo racconta in tutte le sue sfumature, pazzie, meraviglie, amori, e con la sua vita turbolenta e ce lo fa amare dal primo momento.

E’ un uomo di mondo; non è capace di stare fermo, in nessun posto.

Deve continuare a dipingere, a rappresentare la sua Venezia e i suoi abitanti. Deve continuare ad amare. E allora nascono figli illegittimi, come la “sua Scintilla”: Marietta, ma non per questo le vuole meno bene. Anzi. Decide da subito cosa farne: sarà la sua aiutante e, per cercare di nasconderla agli occhi delle persone che potrebbero pensare male di una donna che si dà alla pittura, in quel periodo di soli uomini, la traveste da maschio e le insegna il mestiere; le dà i colori; le insegna come mischiarli. Alcune volte sembra più brava del Maestro, ma è solo per amore paterno. Lei farebbe qualunque cosa per suo padre ed è “presente” anche l’ultimo giorno della vita di Tintoretto.

Lei è già morta, ma non vuole lasciarlo morire senza la “sua Scintilla”.

Ed è in questo capitolo chela Mazzucco dà il meglio di sé, trasportandoci lì, nei sogni di Tintoretto, con Marietta e la morte che si avvicina.

 

28/1/2010Image

Ti amo, Gesù

Amo, Gesù,il Tuo corpo

trafitto dalla spada.

Amo il Tuo corpo flagellato,

martoriato, ferito,

sanguinante, addolorato.

Amo, Gesù, il Tuo capo

straziato dalle spine.

Vorrei, se potessi,

toglierne almeno una,

prenderla per me,

per sollevare Te.

Ti amo, Gesù,

che ci hai redenti

con la Tua Sofferenza

e la Tua Croce.

Abbi pietà di noi.

AMEN

L’ARIDITA’ E LA VITA

Ora che mi accosto più spesso, ma non così tanto come dovrei, alla Santa Comunione, mi rendo conto che le persone che fanno a meno di ricevere il Signore, a lungo andare, dovrebbero sentirsi come piantine che si seccano sempre più, fino a morire dentro di sé.

Il Signore con il Suo Corpo e il Suo Sangue è Via, Verità; Vita, Pane che può sfamare chiunque e per sempre e Vino che può dissetare in eterno.

Quale piantina non ha bisogno di un po’ d’acqua per vivere o per continuare a vivere?

Iddio si è fatto piccolo, come un’ostia, ma quell’OSTIA CONTIENE TUTTO LUI, nelle due sostanze più importanti.

 

Quest’anno a fine aprile – primi di maggio, dovrei andare a San Giovanni Rotondo e ci spero proprio.

Nel viaggio, oltre al fatto che andrò da San Pio per ringraziarLo per l’ennesima volta di tutto ciò che lui ha fatto per me e per gli altri, ci fermeremo, lungo il tragitto, a Lanciano e a Cascia.

Per chi non lo sapesse, in questi due luoghi sono successi due tra i più famosi Miracoli Eucaristici.

Cosa c’è voluto per far credere qualcuno che era indegno di celebrare  la Consacrazione dell’Ostia nel Corpo e Sangue di Gesù!!!!

Il miracolo di Lanciano è ancora più evidente, sorprendente e inimmaginabile finché non si giunge davanti alla teca che contiene una parte del Cuore di Gesù con tanto di ventricolo e atrio, carne, sangue e tutto ciò che forma un cuore umano.

 

Sono molto contenta di queste due tappe e non si è mai abbastanza sorpresi nel rivedere i due Miracoli!!!

Iddio sia lodato, ora e sempre!!!!

LA LIBRERIA DEI NUOVI INIZI

 di Anjali Banerjee

 

La scrittrice è nata in India, ma è cresciuta in Canada e poi in America, perciò conserva un “non so che” di indiano nella magia tipica della sua religione, ma è fortemente influenzata dall’America. Mi piace questa dualità. La rende interessante.

Prima di iniziare la recensione, vorrei riportare due sue frasi. Una è sulla copertina e dice “Ogni libro è una storia d’amore”. Sono d’accordo.

L’altra è una dedica e dice: “Ai librai e alle libraie, ovunque, che non si stancano mai di vendere sogni”. Forse, con questa frase, ho capito perché mi piacciono tanto le librerie, al punto che passerei ore intere a sfogliare libri e me ne porterei via un pacco (almeno).

 

Jasmine è rimasta molto delusa dal suo matrimonio appena fallito e nel quale aveva riposto tante speranze.

Perciò accetta ben volentieri una “pausa” da Los Angeles e da tutto ciò che le provoca dolore e decide di andare a Shelter Island (il nome è tutto un programma) ad aiutare la zia Ruma che deve assentarsi dalla sua libreria.

Dice alla nipote che deve andare ad “aggiustarsi”in India per un mese.

E’ proprio quello che ci vuole per Jasmine che accetta l’invito.

La libreria, però, è molto particolare.

Oltre ad essere molto polverosa, con vecchi libri e suppellettili, è anche abitata da fantasmi.

Ogni volta che Jasmine vuole aiutare un cliente, il libro che “vuole” essere scelto, si illumina di una luce particolare e lei sente delle voci che sembrano provenire da dietro le sue spalle ma, in realtà, non c’è nessuno.

Un po’ il clima che c’è sull’isola, un po’ per il fatto che dovrebbe dormire nella libreria che le fa un po’ paura, Jasmine è quasi pentita della sua scelta.

Con lei c’è l’aiutante di zia Ruma, Tony, che conosce bene la libreria, la zia e le sue proprietà magiche.

Jasmine non sa ancora di averle ereditate, ma ben presto si vede costretta dalle circostanze a dare retta ai fantasmi.

Ogni libro ha uno spirito dentro e vuole essere liberato nel momento giusto.

VOLETE SAPERE COME VA A FINIRE? Scrivete un commento e…ve lo dirò.

L’acqua e l’anima

L’acqua è la nostra prima culla.

Galleggiamo in un fluido materno

che ci avvolge e protegge.

Poi, durante la nostra vita,

l’acqua si fa presente

tutti i giorni

dandoci la linfa per vivere.

Il mare, il lago, il fiume,

il ruscello, la fonte

ci danno l’incanto.

L’acqua danza,

scivola,

rimbomba,

schiaffeggia la riva

e sazia di pace

la nostra anima.

9/1/2012

Quand’ero soldato Lucio Dalla

“Ascolta la mia ombra” di Marc Levy

Dato che il mio blog si intitola “I libri di Ale”, comnincio a scrivere una recente recensione su un libro che ho letto.

 

E’ uno dei libri più belli che abbia mai letto negli ultimi tempi.

Già il titolo è un “programma”: “Ascolta la mia ombra”. Com’è possibile ascoltare l’ombra di qualcuno?

Eppure c’ è un ragazzino, non molto dotato fisicamente, che ha la capacità di “appropriarsi” dell’anima altrui, conoscerne i segreti, ascoltarla e dare dei suggerimenti alla persona che la possiede.

Ne viene fuori un romanzo attraente, dolce, tenero, generoso, allegro e insospettabile.

Quante volte abbiamo guardato la nostra ombra davanti, magari cercando di calpestarla, soprattutto da bambini.

Un proverbio cinese dice che “un uomo cortese non cammina sull’ombra del vicino”.

Il ragazzino in questione ha un po’ di problemi. E’ stato abbandonato dal padre nell’infanzia e non l’ha più rivisto.

Ha molta sensibilità d’animo, propria di chi ha sofferto molto.

Il suo primo “beneficiato” è un custode di scuola che, con la sovrapposizione delle ombre, viene compreso dal ragazzino in maniera magica, quasi incredibile e, successivamente, il ragazzino riesce, a sorpresa, a salvarlo da un incendio.

E’ difficile credere ad una persona che ti dice di avere tali poteri sulla tua ombra. Anche la mamma del bambino stenta a crederci. Eppure è così……………

Volete sapere come va a finire?

Write a Post al mio blog e lo saprete!Ascolta la mia ombra

Dove andranno a finire i palloncini

Un dolce ricordo d’infanzia donatomi da Renato Rascel:

Dove andranno a finire i palloncini

quando sfuggono di mano ai bambini

dove andranno, dove andranno,

vanno a spasso nell’azzurrità.

E’ felice di salire il palloncino

perché sa che in fondo il cielo è il suo destino

piange il bambino col nasino in su

mentre già non  lo vede più.

E gli angioletti dal balcon fra nubi di coton

già fanno capolin

e di vedetta pronto c’è quell’angioletto che

raccatta i palloncin.

E nel cielo già si vendono i biglietti

del calcistico torneo degli angioletti

cherubini, serafini

giocheranno lassù

negli stadi del cielo blu.

Nel veder salire in cielo i palloncini

anche i grandi ridiventano bambini

e i pensieri più leggeri

vanno a spasso nell’azzurrità.

Anche i nostri desideri clandestini

sono in fondo solamente palloncini

che vorrebbero salir lassù poi però resteran quaggiù.

Ma sì lo so che questa mia è solo fantasia,

follia sentimental

ma se mi serve per trovar un sogno da sognar

che cosa c’è di mal?

Ora affido a questo palloncino la speranza di tornare un po’ bambino

gli domando dove e quando

vi potrò ritrovar

ed insieme con voi sognar.