LA LUNGA ATTESA DELL’ ANGELO

di libridiale

     libro di Melania G. Mazzucco

 Nessun libro mi ha coinvolto e sconvolto più di questo.  Soprattutto le ultime trenta pagine, le più faticose, nelle quali muoiono Marietta e Tintoretto, due esseri che si sono amati per tutta la vita e che non si sono mai lasciati, neanche quando si sono allontanati l’uno dall’altra per brevi periodi di tempo.

Melania Mazzucco ha un grande potere: dipingere, come nessun altro, con le parole.

L’allontanarsi da Venezia per trascorrere del tempo a Mantova, insieme, Tintoretto e Marietta, soli, rende le pagine più pesanti e più difficili da leggere.

Chissà, forse è per questo che non mi decidevo mai a finire il libro. Ho impiegato tanto tempo, rispetto al solito, ma mi rendevo conto che era una storia che si portava via con sé una piccola parte di me.

Ho amato Tintoretto. Ho amato Marietta.  Li ho amati entrambi.

Ed ho amato Venezia, con quel suo fluire di vita e di morte; di bellezza e di corruzione; di leggerezza e di pesantezza, tipiche di una città che sta per morire “da sempre”, ma che in fondo, è sempre viva.

Tintoretto è uno dei pittori che conoscevo di meno, mala Mazzuccoce lo racconta in tutte le sue sfumature, pazzie, meraviglie, amori, e con la sua vita turbolenta e ce lo fa amare dal primo momento.

E’ un uomo di mondo; non è capace di stare fermo, in nessun posto.

Deve continuare a dipingere, a rappresentare la sua Venezia e i suoi abitanti. Deve continuare ad amare. E allora nascono figli illegittimi, come la “sua Scintilla”: Marietta, ma non per questo le vuole meno bene. Anzi. Decide da subito cosa farne: sarà la sua aiutante e, per cercare di nasconderla agli occhi delle persone che potrebbero pensare male di una donna che si dà alla pittura, in quel periodo di soli uomini, la traveste da maschio e le insegna il mestiere; le dà i colori; le insegna come mischiarli. Alcune volte sembra più brava del Maestro, ma è solo per amore paterno. Lei farebbe qualunque cosa per suo padre ed è “presente” anche l’ultimo giorno della vita di Tintoretto.

Lei è già morta, ma non vuole lasciarlo morire senza la “sua Scintilla”.

Ed è in questo capitolo chela Mazzucco dà il meglio di sé, trasportandoci lì, nei sogni di Tintoretto, con Marietta e la morte che si avvicina.

 

28/1/2010Image

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