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LA RAGAZZA DEL TRENO

di Paula Hawkins

E’ un thriller inquietante, intricato e ben architettato.

Protagoniste sono tre donne che raccontano, a turno, come in un diario.

La prima è Rachel, donna delusa dal suo matrimonio finito. Talmente succube dell’alcol da aver perso anche il lavoro. Vive presso un’amica e fa finta di andare al lavoro tutte le mattine, in treno.

Il treno è, pur esso, un protagonista “involontario”. Rachel guarda sempre dal finestrino e, quando il treno si ferma da qualche parte, lei “scatena” la sua fantasia e, soprattutto, vede una coppia che sembra proprio affiatata e dà loro due nomi di fantasia: Jess e Jason.

Un giorno, però, vede qualcosa (o meglio qualcuno) in più in quella casa e da allora la sua vita e quella di altre quattro persone cambiano decisamente in peggio.

E’ scomparsa Megan (la Jess di Rachel).

La cercano e non la trovano per molto tempo.

E’ una storia di tradimenti, bugie, violenza, falsità, scaltrezza, illusione e delusione. Gli uomini e le donne ne “escono” veramente male. Male per tutti e tutte.

L’innocente sguardo oltre il finestrino, da parte di Rachel, si trasforma in una serie di rivelazioni che portano alla morte uno dei protagonisti, l’assassino di Megan.

Forse tra i due sessi, quello più malevolo, falso, bugiardo, infingardo e traditore per gioco e per piacere, è quello maschile.

E’  proprio vero che quando una donna è innamorata non vede nient’altro intorno a sé.

L’ho letto in 4 giorni!! Non mi era mai capitato. E poi è un libro di 306 pagine!

E’ il romanzo d’esordio di Paula Hawkins con ben 41 editori!!!!

 

 

 

 

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La lettura è il viaggio …

La lettura è il viaggio di chi non può prendere un treno.

Francis de Croisset, Le cœur dispose, 1912

La vita è imprevedibile.

Ti presenta situazioni

che non immaginavi.

Va oltre la fantasia,

scava voragini di dolore

dentro le quali ti perdi.

Hai Fede, ma la vita

le sferra gli attentati

e tu lotti, ma non sai

se riuscirai a vincere

davanti a tutte le

sue insidie.

 

29 / 11 /  2005

La vita è imprevedibile

La vita è imprevedibile.

Ti presenta situazioni

che non immaginavi.

Va oltre la fantasia,

scava voragini di dolore

dentro le quali ti perdi.

Hai Fede, ma la vita

le sferra gli attentati

e tu lotti, ma non sai

se riuscirai a vincere

davanti a tutte le

sue insidie.

 

29 / 11 /  2005

COSE CHE NESSUNO SA recensione del libro di Alessandro D’Avenia

Quando un libro ti affascina e riesce a farti dimenticare anche dove sei, vorresti che non finisse  mai.

Così è stato questo libro per me. Le mie giornate si sono fatte più noiose dopo aver finito di leggerlo.

D’Avenia “tradisce” in tante espressioni il fatto di essere un insegnante di Lettere Classiche in un Liceo.

Ci sono due protagonisti principali: una figlia, Margherita ed un padre molto assente fisicamente, ma molto presente nei pensieri e nelle giornate di Margherita.

All’inizio, quando lei ha appena iniziato il ginnasio, il padre è molto presente, affettuoso e molto colto per cui le spiega il significato etimologico delle parole e, soprattutto del suo nome.

 

Margherita vuol dire “perla” e l’immagine della perla è costante nel libro.

La perla è un prodotto di un “invasore” che ha violato la conchiglia e quest’ultima per difendersi produce una specie di “costruzione” intorno all’invasore, creando, appunto, a poco a poco la perla. Sempre bella perché vera, magari un po’ irregolare, ma preziosa.

 

Quest’immagine di invasore e di difesa e di bellezza finale è il “refrain” intorno al quale gira tutto il romanzo.

La ragazzina, essendo adolescente, e quindi indifesa e debole, reagisce molto male all’improvvisa scomparsa da casa di suo padre che era il suo riferimento maschile.

Fortunatamente, trova nel professore di latino e greco, una persona che la fa “vivere”, se non altro per le sue molto coinvolgenti lezioni.

Inoltre, lei si rivela una brava alunna poiché preparata dal padre fin dall’infanzia.

 

E’ un libro pieno di contraddizioni: sogni, incubi; speranze, disperazione; poesia, realtà.

Ma la caratteristica principale dello stile di D’Avenia è la poesia in prosa. Sa descrivere degli stati d’animo, dei paesaggi, dei sentimenti come se scrivesse continuamente delle poesie.

 

E’ la vita descritta da una persona che sa com’è la vita e ce la presenta in maniera ardita, interessante, leggera; improvvisamente diventa pesante, noiosa o addirittura difficile da affrontare come è il trascorrere del tempo per ogni persona.

 

D’Avenia ha delle espressioni che combinano benissimo con le mie poesie (quasi come se le avesse lette!) e mi ritrovo agitata come Margherita e rilassata come Giulio, anche se Giulio ha un guscio tranquillo e un animo profondamente turbato perché è stato abbandonato dai suoi genitori appena nato. Tutti e due vorrebbero ritrovare chi hanno perduto, ma non sempre è possibile.

Margherita vuole rivedere il padre e chiedergli perché se n’è andato.

Trova nel compagno e amico Giulio la persona più adatta per ascoltare non solo le sue esigenze, ma anche saper “vedere” dentro di lei.

 

Così si incontrano due anime che si possono comprendere e che si possono amare, ma non tutto è così facile come sembra.

L’anima di Margherita si integra con quella di Giulio e, nonostante avvenimenti violenti e un incidente stradale, niente può ormai separare queste due belle anime.

 

P.S. Qualunque cosa scriva su questo libro sarebbe, comunque, riduttivo. E’ troppo bello, molto ben scritto e l’autore non poteva fare di meglio.

 

E’ una vita che ti aspetto Recensione del libro di Fabio Volo

E’ uno dei libri più divertenti che abbia mai letto.

Fabio Volo sa essere umorista, spiritoso, gentile, romantico e fantasioso al tempo stesso. Inoltre, devo ammettere di “ritrovarmi” in tanti suoi pensieri ed atteggiamenti.

“E’ una vita che ti aspetto” sembra autobiografico. Parla in una maniera talmente spontanea, che se non avesse vissuto quello che racconta, allora bisogna dire che è anche un grande affabulatore.

Mi sono ritrovata a ridere da sola (o con le mie amiche) e a leggere a loro, ad alta voce, brani veramente spassosi.

Sono soprattutto pensieri e situazioni che ti sono capitati, ma che non avresti mai saputo mettere su carta.

E’ bravissimo!!! Mi piace tanto. E’ il suo primo libro che leggo e non sarà l’ultimo.

Il protagonista principale è Francesco (Checco) che si ritrova con un sacco di complessi (depressione, ipocondria, torpore esistenziale).

Forse perché li ho vissuti tutti, mi sono sentita veramente partecipe dei suoi problemi ed anche dei suoi tentativi di superarli.

Con cosa? Un po’ di autoironia, un po’ di amore per sé stessi, che ti aiuta poi ad amare anche gli altri e a saperti far amare.

Il finale, infatti, è completamente positivo.

Tutto, comunque, viene fatto in maniera elegante, dolce, affettuosa, non invadente, ma, soprattutto, ridendo a crepapelle.

Sono situazioni quotidiane, ma lui sa renderle uniche, con la sua ironia coinvolgente. Mi è piaciuto tanto e lo consiglio a tutti; è anche un “manuale” per farsi amare.

fabio_volo-e_una_vita_che_ti_aspetto

fabio_volo-e_una_vita_che_ti_aspetto

LA LUNGA ATTESA DELL’ ANGELO

     libro di Melania G. Mazzucco

 Nessun libro mi ha coinvolto e sconvolto più di questo.  Soprattutto le ultime trenta pagine, le più faticose, nelle quali muoiono Marietta e Tintoretto, due esseri che si sono amati per tutta la vita e che non si sono mai lasciati, neanche quando si sono allontanati l’uno dall’altra per brevi periodi di tempo.

Melania Mazzucco ha un grande potere: dipingere, come nessun altro, con le parole.

L’allontanarsi da Venezia per trascorrere del tempo a Mantova, insieme, Tintoretto e Marietta, soli, rende le pagine più pesanti e più difficili da leggere.

Chissà, forse è per questo che non mi decidevo mai a finire il libro. Ho impiegato tanto tempo, rispetto al solito, ma mi rendevo conto che era una storia che si portava via con sé una piccola parte di me.

Ho amato Tintoretto. Ho amato Marietta.  Li ho amati entrambi.

Ed ho amato Venezia, con quel suo fluire di vita e di morte; di bellezza e di corruzione; di leggerezza e di pesantezza, tipiche di una città che sta per morire “da sempre”, ma che in fondo, è sempre viva.

Tintoretto è uno dei pittori che conoscevo di meno, mala Mazzuccoce lo racconta in tutte le sue sfumature, pazzie, meraviglie, amori, e con la sua vita turbolenta e ce lo fa amare dal primo momento.

E’ un uomo di mondo; non è capace di stare fermo, in nessun posto.

Deve continuare a dipingere, a rappresentare la sua Venezia e i suoi abitanti. Deve continuare ad amare. E allora nascono figli illegittimi, come la “sua Scintilla”: Marietta, ma non per questo le vuole meno bene. Anzi. Decide da subito cosa farne: sarà la sua aiutante e, per cercare di nasconderla agli occhi delle persone che potrebbero pensare male di una donna che si dà alla pittura, in quel periodo di soli uomini, la traveste da maschio e le insegna il mestiere; le dà i colori; le insegna come mischiarli. Alcune volte sembra più brava del Maestro, ma è solo per amore paterno. Lei farebbe qualunque cosa per suo padre ed è “presente” anche l’ultimo giorno della vita di Tintoretto.

Lei è già morta, ma non vuole lasciarlo morire senza la “sua Scintilla”.

Ed è in questo capitolo chela Mazzucco dà il meglio di sé, trasportandoci lì, nei sogni di Tintoretto, con Marietta e la morte che si avvicina.

 

28/1/2010Image

Ti amo, Gesù

Amo, Gesù,il Tuo corpo

trafitto dalla spada.

Amo il Tuo corpo flagellato,

martoriato, ferito,

sanguinante, addolorato.

Amo, Gesù, il Tuo capo

straziato dalle spine.

Vorrei, se potessi,

toglierne almeno una,

prenderla per me,

per sollevare Te.

Ti amo, Gesù,

che ci hai redenti

con la Tua Sofferenza

e la Tua Croce.

Abbi pietà di noi.

AMEN

L’ARIDITA’ E LA VITA

Ora che mi accosto più spesso, ma non così tanto come dovrei, alla Santa Comunione, mi rendo conto che le persone che fanno a meno di ricevere il Signore, a lungo andare, dovrebbero sentirsi come piantine che si seccano sempre più, fino a morire dentro di sé.

Il Signore con il Suo Corpo e il Suo Sangue è Via, Verità; Vita, Pane che può sfamare chiunque e per sempre e Vino che può dissetare in eterno.

Quale piantina non ha bisogno di un po’ d’acqua per vivere o per continuare a vivere?

Iddio si è fatto piccolo, come un’ostia, ma quell’OSTIA CONTIENE TUTTO LUI, nelle due sostanze più importanti.

 

Quest’anno a fine aprile – primi di maggio, dovrei andare a San Giovanni Rotondo e ci spero proprio.

Nel viaggio, oltre al fatto che andrò da San Pio per ringraziarLo per l’ennesima volta di tutto ciò che lui ha fatto per me e per gli altri, ci fermeremo, lungo il tragitto, a Lanciano e a Cascia.

Per chi non lo sapesse, in questi due luoghi sono successi due tra i più famosi Miracoli Eucaristici.

Cosa c’è voluto per far credere qualcuno che era indegno di celebrare  la Consacrazione dell’Ostia nel Corpo e Sangue di Gesù!!!!

Il miracolo di Lanciano è ancora più evidente, sorprendente e inimmaginabile finché non si giunge davanti alla teca che contiene una parte del Cuore di Gesù con tanto di ventricolo e atrio, carne, sangue e tutto ciò che forma un cuore umano.

 

Sono molto contenta di queste due tappe e non si è mai abbastanza sorpresi nel rivedere i due Miracoli!!!

Iddio sia lodato, ora e sempre!!!!

LA LIBRERIA DEI NUOVI INIZI

 di Anjali Banerjee

 

La scrittrice è nata in India, ma è cresciuta in Canada e poi in America, perciò conserva un “non so che” di indiano nella magia tipica della sua religione, ma è fortemente influenzata dall’America. Mi piace questa dualità. La rende interessante.

Prima di iniziare la recensione, vorrei riportare due sue frasi. Una è sulla copertina e dice “Ogni libro è una storia d’amore”. Sono d’accordo.

L’altra è una dedica e dice: “Ai librai e alle libraie, ovunque, che non si stancano mai di vendere sogni”. Forse, con questa frase, ho capito perché mi piacciono tanto le librerie, al punto che passerei ore intere a sfogliare libri e me ne porterei via un pacco (almeno).

 

Jasmine è rimasta molto delusa dal suo matrimonio appena fallito e nel quale aveva riposto tante speranze.

Perciò accetta ben volentieri una “pausa” da Los Angeles e da tutto ciò che le provoca dolore e decide di andare a Shelter Island (il nome è tutto un programma) ad aiutare la zia Ruma che deve assentarsi dalla sua libreria.

Dice alla nipote che deve andare ad “aggiustarsi”in India per un mese.

E’ proprio quello che ci vuole per Jasmine che accetta l’invito.

La libreria, però, è molto particolare.

Oltre ad essere molto polverosa, con vecchi libri e suppellettili, è anche abitata da fantasmi.

Ogni volta che Jasmine vuole aiutare un cliente, il libro che “vuole” essere scelto, si illumina di una luce particolare e lei sente delle voci che sembrano provenire da dietro le sue spalle ma, in realtà, non c’è nessuno.

Un po’ il clima che c’è sull’isola, un po’ per il fatto che dovrebbe dormire nella libreria che le fa un po’ paura, Jasmine è quasi pentita della sua scelta.

Con lei c’è l’aiutante di zia Ruma, Tony, che conosce bene la libreria, la zia e le sue proprietà magiche.

Jasmine non sa ancora di averle ereditate, ma ben presto si vede costretta dalle circostanze a dare retta ai fantasmi.

Ogni libro ha uno spirito dentro e vuole essere liberato nel momento giusto.

VOLETE SAPERE COME VA A FINIRE? Scrivete un commento e…ve lo dirò.