I libri di Ale

I   LIBRI DI ALE

 

I libri sono come delle persone.

Alcuni li ami già dalla copertina, una sensazione “di pelle”, altri li ami per tutta la vita e continui a rileggerli e a trovarli continuamente nuovi, con aspetti che non avevi notato la volta precedente.

I libri sono delle luci in una strada buia, dove ti sei perso, hai sofferto, non trovi la direzione, ma il libro è lì, e può darti mezz’ora, un’ora, due ore, un pomeriggio di evasione.

Cosa c’è di meglio di un libro che ti fa sognare, viaggiare, immaginare, godere, amare e che ti dà infinite sensazioni?

Il libro ti permette di stare in perfetta solitudine, ma sempre in mezzo ai personaggi, al paesaggio, alla trama e ti ritrovi regista.

Sì, perché il libro ti rende sceneggiatore e anche regista.

Il libro ha qualcosa in comune con il sogno.

Alcune volte vorrei ricordarmi meglio i miei sogni per “trasferirli” su carta, dando loro la possibilità di non “evaporare” con il risveglio.

I libri non si prestano, se li ami, perché, come diceva mia madre, “libro prestato, libro regalato”; ma non amo prestare libri comunque, perché mi sembra di staccarmi seppure, si spera, temporaneamente, da una persona cara.

Piuttosto, i libri si regalano, ma bisogna avere un’idea precisa o un suggerimento “rubato”, altrimenti si rischia di regalare qualcosa che non verrà mai letto.

Il libro deve essere vissuto, ma con moderazione: sottolineato con la matita, osservazioni a lato a matita, ma senza sgualcirlo.

Guai a colui/colei a cui presti un libro (il tuo) e te ne ritrovi un altro, facendoti credere che sia lo stesso!

I libri che non mi piacciono li avverto dalle prime righe; mi annoiano, mi intristiscono; e allora è meglio lasciarli sullo scaffale.

Difficile disfarsi di un libro (di qualunque tipo di libro); piuttosto è meglio proporlo a qualcun altro.

Coloro che non leggono, non sanno cosa possono perdersi: viaggi, fantasia, amore, avventura, vita.

24/10/2004